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Chiesa e Monastero di Santa Caterina

La sua origine è antichissima, per quanto non si abbiano notizie certe sulla fondazione ed in particolare sull’insediamento delle religiose benedettine nel territorio di Monte San Martino.

Tuttavia è probabilmente riferibile alla realtà farfense che aveva il proprio presidio sul territorio, nell’abbazia di Santa Vittoria in Matenano. È possibile accertare la presenza della fondazione nella seconda metà del XVI secolo dalle visite pastorali che proprio in questo periodo cominciano ad essere documentate. L’intitolazione a Santa Caterina, può essere fatta risalire al culto agostiniano, particolarmente devota a tale Santa, che è attestato nella zona, dalla seconda metà del XV secolo.

Attualmente la struttura continua ad ospitare una numerosa comunità di religiose, che seguono la regola di San Benedetto in ossequiosa clausura, dedite a molte attività artigianali, tra cui il ricamo, l’agricoltura e soprattutto la pittura di icone. La facciata principale si apre su piazzetta Urbani, con un semplice ingresso sovrastato da una finestra termale a mezzaluna ed un frontone che appoggia su una cornice aggettante. È presente una tore campanaria decorata da un coronamento a cipolla.

L’interno a un’unica navata con una cappella laterale sul lato destro, dedicata a San Benedetto, è di impianto ottocentesco. Il gusto neoclassico è sottolineato dalla volta a botte ribassata arricchita da decorazioni floreali. A tal periodo è da collegarsi la sostanziale trasformazione del complesso. In un’epoca ancora più recente risale l’apertura di una foresteria, che ha portato la struttura all’aspetto odierno, con chiesa e convento unito in un unico edificio. L’azione di trasformazione, seguita al concilio, interessò principalmente l’interno della chiesa: risistemazione del presbiterio e creazione nel coro di un luogo separato destinato alle religiose. In questa zona è collocato un dipinto di fattura recente, della Vergine che schiaccia il serpente.

Nella seconda metà dell’ottocento è attestata la presenza di due altari che ora non sono presenti. Si custodiscono all’interno del convento varie opere di pregio, fra queste, particolare interesse rivestono due pale d’altare del XVII secolo, che erano probabilmente poste nei due altari presenti nella chiesa fino al XIX secolo. Le modifiche apportate alla struttura nel corso dei secoli hanno interessato anche il territorio circostante. Questo ha comportato il riutilizzo di una delle quattro porte civiche, porta Coccione, che è ancora visibile in un muro perimetrale della chiesa.

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